
Dum-dum è un tipo di proiettile per armi leggere studiato per accrescere la letalità ed il potere d’arresto dell’arma, poi vietato per scopi militari dalla Convenzione di Ginevra dopo la prima guerra mondiale.
Viene considerato un proiettile “ad esplosione”, anche se non contiene alcuna carica esplosiva all’interno, ma sfrutta il principio dell’espansione. Da non confondere con i proiettili a punta cava.
Il nome “Dum-dum” deriva dall’Arsenale di Dum-dum, controllato dall’esercito inglese coloniale vicino a Calcutta, India verso la fine del XIX secolo.
Questa scritta (“Arbeit Macht Frei“) è posta all’ingresso di alcuni campi di concentramento come: Auschwitz I, Dachau, Gross-Rosen, Sachsenhausen, e al ghetto-campo di Terezin (nella foto).
Pare che la scritta sia stata ideata dal maggiore Rudolph Höss, primo comandante responsabile del campo di sterminio di Auschwitz I.
I prigionieri che lasciavano il campo per recarsi al lavoro, o che vi rientravano, erano costretti a sfilare sotto il cancello d’entrata accompagnati dal suono di marce marziali eseguite da una orchestra di deportati appositamente costruita.
In molti di voi si saranno sempre chiesti perchè quando alziamo la cornetta del telefono, rispondiamo “pronto”. In verità non tutti utilizziamo questa espressione, in Italia viene utilizzata, mentre nel Regno Unito hanno l’usanza di dire “hello”. L’abitudine risale alle origini della telefonia, quando non esistevano gli indirizzatori automatici e i collegamenti tra chi chiamava e chi rispondeva erano effettuati manualmente da un operatore di centralino.


